Ci tenevo a descrivere l’esperienza di giovedì 27/09 in modo particolare per rendere partecipi i genitori della sezione delle api che, per ovvi motivi lavorativi, non hanno potuto esserci.


L’emozione si avverte già dal mattino, i bambini arrivando a scuola urlano: “io oggi vado in gita!”. Non credo siano ben consapevoli di cosa li aspetti, ma io sono esattamente come loro: non ho idea di cosa succederà.

Finalmente si parte!

Il pulmino si ferma esattamente in mezzo alle vigne; ci sono diverse persone al lavoro, le prime ceste sono già colme di uva e, nonostante il caldo e la consapevolezza che la giornata sarà lunga e faticosa, c’è molta calma e serenità. La vendemmia deve avvenire in un giorno solo, ci spiegano, poiché la gradazione alcolica del vino che si otterrà dipende dal livello zuccherino dell’uva: bisogna fare presto.

Nel viaggio sono state fatte molte raccomandazioni tanto che, appena sceso T., guardando un uomo inginocchiato a vendemmiare lo rimprovera: “Hei signore, non si strappano le foglie!”.

Esploriamo la vigna correndo avanti e indietro e dalla strada vediamo spuntare il trattore. L’emozione dei bambini esplode e la vendemmia passa in secondo piano. Tutti vogliono salire sul cassone, si arrampicano e iniziano a battere forte i piedi per fare rumore. Gradualmente si calmano da soli e iniziano (forse per la prima volta) a guardarsi intorno e capire dove si trovano.

 “Andiamo anche noi a raccogliere l’uva?” chiedo. Incuriositi e senza protestare le quattro api scendono con un salto dal trattore. Ci avviciniamo a Roberta che, nel modo più semplice possibile, ci mostra come raccogliere l’uva. La prima cosa da fare è compiere una selezione: si raccolgono solo i grappoli belli, alcuni sono già secchi sulla pianta. Quando si individua un bel grappolo lo si taglia stando attenti a dove si posizionano le cesoie. “Mi aiutate?”, chiede.  B. si avvicina, unisce le mani e le posiziona sotto al grappolo che le cade in mano e con molta semplicità esclama: “È pesante!”.

Adesso che abbiamo visto come si fa, possiamo incominciare la “nostra” vendemmia. Ogni bambino riceve un paio di cesoie e al gruppo viene data una cesta da riempire.

È stato bellissimo! I bambini individuavano l’uva, la liberavano dalle foglie per non tagliarle, posizionavano la forbice e clack, un taglio deciso e l’uva cadeva a terra. La gara era tra chi raccogliesse il grappolo più grosso e poi, come avrebbero fatto i pescatori dopo una pesca soddisfacente, aspettavano di essere fotografati con il bottino stretto tra le mani.

Sembravano tanti piccoli contadini, sicuri delle loro azioni e velocissimi! In poco tempo hanno riempito la cassetta che gli era stata data. Un’ora intera passata a vendemmiare spostandosi per trovare grappoli con acini belli grossi. Alle 11:30 erano distrutti e affamati,  era il momento di tornare a scuola. Salutiamo tutti e risaliamo sul pulmino. Prima di partire però ci regalano la cassetta con  l’uva raccolta, la mostreremo fieri ai compagni appena arriveremo al Cucciolo.

Durante il viaggio di ritorno ripensavo all'incredibile mattinata trascorsa tra le vigne, un’esperienza che sono certa i bambini  ricorderanno anche da grandi. Riflettevo sulla freddezza con cui tagliavano i grappoli, la delicatezza con cui li riponevano nelle ceste e la disinvoltura nel maneggiavano le cesoie. Non ho mai temuto potessero farsi male, al contrario di alcuni adulti sul posto, ero piuttosto preoccupata che tagliando nel punto sbagliato danneggiassero  la vigna.

Mi sono resa conto che con il passare del tempo mi sembra normale passare l’intera giornata insieme ai bambini all'aria aperta, vederli giocare con i bastoni, permettergli di sporcarsi giocando con il fango, lasciarli arrampicare sugli alberi e soprattutto stargli vicino quando già a 2 anni gli vengono fatti utilizzare rastrelli e palette in ferro per fare giardinaggio. Quello che per me è ormai “normalità” per il resto del mondo è l’eccezione, non voglio più darlo per scontato.


Grazie a la famiglia dell'azienda Miglioretti per averci ospitato.Ci siamo divertiti molto e i bimbi erano felici. Ci avete fatto sentire benvenuti, abbiamo imparato tanto e siamo rimasti molto contenti. Vi ringraziamo di cuore per tutto.